
I fenici la chiamavano Inosim, isola degli sparvieri; i greci Hieracon; i romani Aciptrum Insula, nel medioevo era conosciuta come isola di S. Pietro (una leggenda dice che S. Pietro nella sua marcia di avvicinamento verso Roma sostasse sull'isola). Fu nel 1738 che il re Carlo Emanuele III l'affidò a una colonia di profughi liguri provenienti da Tabarka, isola tunisina nei pressi di Biserta. Essi vi costruirono quello che ancora oggi è l'unico centro dell'isola,Carloforte, in onore appunto del re Carlo Emanuele III. Da allora S. Pietro è un'isola di straordinario interesse culturale.
Carloforte è l'unico comune presente sull'isola di San Pietro, raggiungibile con quaranta minuti di traversata dai porti turistici di Calasetta e Portovesme
Il visitatore nell'arrivarvi quasi si dimenticherà di trovarsi in un lembo di Sardegna, sono infatti tipicamente liguri sia il dialetto (l'antico tabarkino) conservatosi nel tempo, sia l'architettura abitativa del centro storico fatta di carruggi, case policrome e archi, sia la cucina tradizionale (imperdibile il cascà, un cous cous in prevalenza vegetariano a base di semola di grano duro lavorata a mano e cotta a vapore nella tipica couscoussiera).
Diversi sono i monumenti e i beni di interesse storico architettonico.
Il monumento a Carlo Emanuele III è ubicato nella Piazza omonima nel Lungomare. Costituito da un gruppo marmoreo di 3 statue con al centro il Sovrano, fu eretto in segno di riconoscenza al Re. La statua centrale è chiamata affettuosamente "Pittaneddu" dai Carlofortini.
A seguito delle incursioni barbaresche Carloforte fu protetta da un sistema di mura con vari fortini che circondavano tutto l'agglomerato urbano. Una parte delle mura è ancora esistente nel quartiere alto del paese (il cosiddetto "Castello"), in essa è presente ancora la "Porta del Leone" così chiamata per la scultura di una testa di leone inserita nelle mura.
Dedicata alla omonima Madonna, è ubicata nella centralissima Via XX Settembre la chiesa della Madonna dello schiavo ed accoglie la statua lignea venerata dai Carlofortini esuli in Tunisia.
A sud dell'abitato di Carloforte sorge la torre di San Vittorio. Costruita nel 1768 rappresentava l'avamposto difensivo a sud della cittadina. Nel 1889 la Torre fu espropriata dal Ministero della pubblica istruzione al fine di utilizzarla per la ricerca scientifica e fu convertita, mediante apposite modifiche strutturali, a Osservatorio Astronomico. Vi fu istituita una delle cinque stazioni internazionali per lo studio della processione degli equinozi a causa dell'inclinazione dell'asse terrestre.
(Testo tratto parzialmente da wikipedia)
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